Commissione Covid: l’Italia sul banco degli imputati, ma chi dettava la linea?
Copertina Commissione Covid

Premessa

La responsabilità delle istituzioni italiane era evidente sin dall’inizio: sottomissione cieca, mancanza di coraggio, rinuncia alla propria sovranità. Hanno agito come esecutori fedeli di un sistema che non considera l’essere umano come fine, ma come mezzo: prima cavie, poi merce. Questa complicità – consapevole o subdola – li ha resi non solo strumenti del potere globale, ma anche traditori della comunità che avrebbero dovuto proteggere.

1. La scena italiana

Dal marzo 2020, l’Italia è diventata laboratorio europeo. Primo lockdown totale, strade vuote, sirene nelle notti di città ferme. La narrazione ufficiale: salvare vite a ogni costo. La realtà: una gestione frammentata, protocolli che cambiavano di settimana in settimana, ospedali travolti e una medicina territoriale lasciata senza strumenti.

2. Il Green Pass – il sigillo verde

Presentato come chiave per la libertà, si è rivelato un lasciapassare condizionato. Ha diviso famiglie, escluso persone dal lavoro, generato un falso senso di sicurezza: chi lo possedeva si sentiva ‘protetto’ anche senza esserlo davvero. Le statistiche hanno mostrato che i contagi non diminuivano; in alcune fasi, anzi, aumentavano nei contesti a pass completo.

3. Vaccini – corsa globale, contratti blindati

Gli accordi con le case farmaceutiche non sono mai stati pienamente pubblici. L’Unione Europea ha negoziato per tutti i Paesi membri, imponendo scadenze e quantitativi. L’Italia ha eseguito, senza margini di manovra. Gli effetti avversi? Minimizzzati, quando non ignorati. Il dibattito scientifico aperto? Mai realmente permesso.

4. Lockdown – il fermo macchina

Tre mesi di fermo totale hanno avuto un effetto iniziale sui contagi… ma a caro prezzo. Piccole imprese distrutte, sanità ordinaria sospesa, milioni di persone con ansia e depressione. La domanda che resta: si potevano fare chiusure mirate? Sì. Ma avrebbero richiesto decisioni autonome, non in linea con il ‘manuale d’emergenza’ fornito da OMS e UE.

5. La regia esterna

  • OMS: cambiava raccomandazioni a ritmo serrato, spesso sotto pressione dei maggiori finanziatori.
  • UE: definiva i parametri di emergenza e il formato del Green Pass (Digital Covid Certificate).
  • Agenda globale: la narrativa della ‘nuova normalità’ coincideva con passaggi già previsti in framework come Agenda 2030 e Great Reset – transizione digitale, controllo degli spostamenti, centralizzazione dei dati sanitari.

6. La Commissione Covid oggi

Il dibattito parlamentare si concentra sugli errori interni, evitando la domanda cruciale: chi dettava realmente la linea? Si parla di ‘responsabilità’ ma non di sovranità. Il risultato è un’inchiesta che fotografa il disastro senza spiegare perché molte decisioni erano già scritte altrove.

7. Conclusione

La pandemia è stata gestita in Italia da mani italiane… ma con un copione globale. E mentre oggi si fa ‘scarica barile’ tra ministeri e regioni, la lezione vera rischia di non essere imparata: in emergenza, chi non è sovrano esegue.

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