Geopolitica, sovranità e crisi dell’ordine globale

Multipolarismo contro guerra permanente

Dopo la II Guerra Mondiale è stato costruito un ordine internazionale dominato principalmente dall’asse occidentale guidato dagli Stati Uniti come soggetto emblematico

Questo sistema ha “garantito” una stabilità interna all’Occidente??

Viste le guerre perpetrate, pare che abbia creato invece dipendenze economiche, militari e finanziarie che hanno limitato la piena sovranità degli Stati.

L’ Unione Europea, per esempio, sulla carta nacque come progetto di pace, ma ora è evidente che è parte di un sistema geopolitico e finanziario fortemente integrato nell’orbita atlantica e guerrafondaia che attua contro i propri stessi interessi, ovviamente contro gli interessi propri dei popoli e non del sistema dominante che ha sempre avuto questo obiettivo ossia un’ Europa pensata, e l’attualità lo conferma , come un cuscinetto strategico per attuare contro qualunque cosa potesse cambiare lo stato egemonico del sistema attraverso la “Guerra Permanente”.

In Italia numerosi eventi storici, dalla strategia della tensione alla speculazione sulla lira, fino alle crisi politiche e finanziarie, mostrano quanto politica, finanza e interessi geopolitici siano stati intrecciati e come abbiano volutamente agire attaccando paesi che andavano verso l’indipendenza, fermandoli a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo e questa è guerra.

Le guerre moderne vengono giustificate come difesa della democrazia, della sicurezza o dei diritti umani, ma nella realtà rispondono a interessi strategici, economici ed energetici, oggi come allora.

Gli scenari cambiano, differenti a seconda delle epoche, ma ci mostrano che la strategia della guerra permanente è millenaria e che attualmente risponde solo agli interessi del Sistema in mano a ELITE Finanziare, Tecnologiche e digitali, Politiche e burocratiche transnazionali, Militari e della sicurezza, Culturali e mediatiche , Scientifiche e tecnocratiche, gli afferenti sempre gli stessi burattinai che muovono i fili dello scacchiere internazionale.

Quindi ingerenze in tutto il mondo e Guerra permanente globale come equilibrio del sistema.

Premesso questo è ovvio quindi che Il diritto internazionale venga applicato in modo selettivo.

I principi universali esistono formalmente, ma vengono interpretati secondo convenienza.

Se il diritto internazionale fosse veramente applicato secondo i principi universali, la narrazione sarebbe diversa.

La guerra in Ucraina andrebbe letta dentro questa crisi dell’ordine globale come:

· espansione NATO

· rottura degli equilibri eurasiatici non per volontà della Russia

· conflitto tra unipolarismo e multipolarismo,

· Russia in difesa dell’autodeterminazione dei popoli

In questo scenario, Le sanzioni e la rottura con la Russia per esempio hanno indebolito soprattutto l’Europa perché appunto Stato cuscinetto, sacrificando interessi dei singoli Stati e quindi il benessere dei cittadini.

Sta emergendo un mondo multipolare in cui sempre più paesi vorrebbero rifiutare l’egemonia di un unico blocco cercando maggiore autonomia strategica e come sempre vengono bastonati.

E la Guerra di Israele– alcune correnti statunitensi e Regno Unito contro l’Iran andrebbe quindi letta come uno scontro tra

· ordine unipolare occidentale e mondo multipolare emergente.

Israele, per esempio, rappresenta il principale alleato strategico occidentale in Medio Oriente, braccio armato del Regno Unito, quindi alcune correnti all’interno degli Stati Uniti , il Regno Unito e Israele non attaccano per difendersi dai “nemici”, ma per conservare predominio geopolitico globale su

· rotte energetiche,

· sistema finanziario globale,

L’Iran viene visto come:

· potenza regionale autonoma,

· anti-egemonica sempre più integrata nel blocco multipolare con Russia e Cina.

Quindi la lettura è guerra per impedire la perdita del controllo sul Medio Oriente e sull’Eurasia, contrastare:

· dedollarizzazione,

· nuove rotte commerciali,

· alleanze multipolari indipendenti

I Popoli pagano da sempre il prezzo di un sistema globale costruito e basato su egemonia, deterrenza e conflitto permanente invece che su cooperazione tra civiltà sovrane.

La vera sfida del XXI secolo è superare un sistema basato su guerra permanente, dipendenza finanziaria e dominio geopolitico, costruendo un equilibrio multipolare fondato sulla cooperazione tra popoli sovrani.

Al momento può sembrare un’utopia, ma i pericolosi sviluppi geopolitici degli ultimi anni mostrano quanto sia urgente immaginare un modello internazionale diverso, fondato su cooperazione, sovranità dei popoli e superamento della logica della guerra permanente.

Affinché questo possa accadere, però, sarebbe necessario un profondo cambiamento culturale e narrativo. Oggi l’informazione dominante appare sempre più schiacciata su logiche di blocco, propaganda e semplificazione del conflitto, rendendo difficile volutamente un vero dibattito libero e multipolare. Anche la comunicazione indipendente che potrebbe rappresentare un’alternativa è invece spesso frammentata, isolata e non abbastanza coesa da incidere realmente sul piano culturale e sociale.

Senza una presa di coscienza collettiva e senza una nuova, ma antica cultura che prediliga il pensiero critico, capace di mettere al centro i popoli invece degli interessi elitari, il sistema continuerà ad alimentare tensioni e dipendenze attraverso conflitti permanenti con modalità e tecniche diverse. È così da quando ne abbiamo memoria purtroppo

Panama 27 maggio 2026


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