Introduzione
Non siamo mai stati davvero liberi; ciò che accade oggi è l’epilogo di una lunga genealogia del controllo che, con il digitale, ha raggiunto una potenza senza precedenti. La lettura di Shoshana Zuboff aiuta a vedere come la sorveglianza non sia un incidente del web, ma il modello di business dominante dell’economia delle piattaforme.
Una genealogia del controllo
La storia dell’umanità è attraversata da dispositivi di controllo che hanno progressivamente modellato la vita individuale e collettiva. Il capitalismo della sorveglianza è solo l’ultimo capitolo di questa lunga traiettoria.
- Religioni: per secoli hanno fornito sistemi di credenze che orientavano i comportamenti, promettendo salvezza o punizione. Karl Marx definì la religione ‘oppio dei popoli’, a sottolinearne la funzione di contenimento sociale.
- Stati e imperi: con la burocrazia, le leggi e i sistemi fiscali hanno incanalato la vita dei cittadini verso l’obbedienza.
- Età industriale: fabbriche, orari, standardizzazione hanno disciplinato i corpi e il tempo di lavoro.
- Età dei media di massa: pubblicità e televisione hanno orientato il desiderio e l’opinione pubblica.
- Movimenti culturali: persino movimenti di liberazione, come quello Hippy, sono stati in parte controllati o disinnescati attraverso la diffusione di droghe e manipolazioni culturali.
- Età delle piattaforme digitali: ogni gesto diventa dato, e il controllo si sposta direttamente sul comportamento futuro, attraverso algoritmi e predizioni.
Che cos’è il capitalismo della sorveglianza
È un regime economico che trasforma l’esperienza umana in materia prima per ricavare ‘surplus comportamentale’. Da queste tracce si producono previsioni commerciabili su cosa faremo. Il fine non è solo conoscere, ma modificare il comportamento per generare profitto.
Come funziona
- Estrazione: click, ricerche, geolocalizzazione, voce, immagini e reti sociali.
- Modellazione predittiva: algoritmi apprendono pattern per anticipare scelte e preferenze.
- Intervento: ranking, notifiche, feed e pubblicità mirate influenzano ciò che vediamo e facciamo.
Effetti sulla libertà
- Scelte orientate: la personalizzazione diventa gabbia cognitiva.
- Asimmetria di potere: pochi attori concentrano dati e infrastrutture.
- Erosione dello spazio interiore: attenzione e desideri convertiti in superfici di mercato.
Cosa possiamo fare
- Consapevolezza critica: comprendere il modello economico dietro i servizi ‘gratuiti’.
- Igiene informativa: browser e estensioni anti-tracking, settaggi privacy, rifiuto dei cookie non necessari.
- Diritti digitali: usare strumenti previsti dal GDPR per accedere, limitare e opporsi alla profilazione.
- Tempi lenti di attenzione: coltivare spazi di libertà interiore e comunitaria (in sintonia con la ricerca sul Tempo Viscoso / Campo Unificato).
Fonti essenziali
- Shoshana Zuboff, The Age of Surveillance Capitalism, PublicAffairs, 2019.
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) – testo consolidato e guide pratiche.
- Caso Facebook–Cambridge Analytica – ricostruzione con dati e impatti.

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