Oltre il Velo – Guerra Israele-Iran

Oltre il Velo – Guerra Israele-Iran e Nuovo Ordine Globale

Articolo ispirato all’intervista di Umberto Pascali a cura di Jeff Hoffman per Casa del Sole TV – giugno 2025

Oltre il Velo: Le Vere Ragioni della Guerra Israele-Iran

La narrativa ufficiale: le armi nucleari iraniane

Secondo i governi occidentali, l’attacco israeliano all’Iran si giustifica con il rischio che Teheran stia sviluppando armi nucleari. Tuttavia, questa narrativa è ripetuta da oltre 15 anni, senza prove definitive. L’AIEA continua a monitorare, ma non ha mai confermato lo sviluppo di una testata. L’Iran ha firmato il Trattato di Non Proliferazione, accettando ispezioni, mentre Israele non ha mai ammesso il proprio arsenale nucleare né ha firmato il TNP. Questo rivela una profonda asimmetria di trattamento.

Il controllo energetico, monetario e geopolitico

L’Iran giace in una posizione strategica, al crocevia tra Golfo Persico, Asia Centrale ed Europa. Teheran ha rafforzato legami con Cina e Russia, partecipa alla Nuova Via della Seta, e commercia petrolio fuori dal circuito del petrodollaro. Questo rappresenta una minaccia sistemica all’egemonia angloamericana e all’architettura unipolare basata su dollaro, NATO e FMI.

Il ruolo occulto delle oligarchie angloamericane

Analisti indipendenti come Umberto Pascali segnalano come i veri burattinai del conflitto siano le élite finanziarie legate al vecchio impero britannico e all’apparato profondo statunitense. La destabilizzazione dell’Eurasia favorisce un rallentamento della transizione verso un mondo multipolare, bloccando BRICS, Cina e l’emancipazione energetica europea.

Il paradosso nucleare: chi può avere la bomba?

Israele possiede testate nucleari non dichiarate, non ha mai firmato il TNP, e non è soggetto a ispezioni. L’Iran ha aderito al TNP e accettato controlli. Eppure è trattato come minaccia mentre Israele gode di piena impunità. Questo conferma che l’obiettivo non è la non proliferazione, ma il mantenimento dell’ordine imposto.

La guerra come strumento di restaurazione imperiale

Dietro il conflitto Israele-Iran, si cela il tentativo dell’Occidente atlantico di restaurare la propria centralità, evitando la dissoluzione dell’egemonia. Con la NATO logorata e l’Europa sempre più dipendente, l’unico modo per mantenere il potere sembra essere creare una nuova emergenza globale pilotata.

Il Corridoio Nord-Sud: il nodo strategico dell’Iran

Un altro elemento cruciale che spiega la centralità dell’Iran è il progetto del Corridoio Internazionale Nord-Sud (INSTC), una rotta commerciale che collega San Pietroburgo all’India passando per l’Iran, attraverso il Mar Caspio. Questa via rappresenta un’alternativa strategica al Canale di Suez, riduce tempi e costi di trasporto, e rafforza la cooperazione economica tra Russia, Iran, Asia Centrale e India. Per gli angloamericani, questo corridoio minaccia direttamente il controllo storico sui flussi marittimi globali e sul commercio eurasiatico. Bloccare o destabilizzare l’Iran significa quindi ostacolare uno dei pilastri della nuova architettura multipolare.

L’infrastruttura nascosta: ferrovie strategiche e lo stretto di Bering

Accanto al Corridoio Nord-Sud, un altro tassello della riorganizzazione geopolitica è rappresentato dalla costruzione di grandi linee ferroviarie che collegano Eurasia, Medio Oriente e Asia Meridionale. Queste reti mirano a bypassare le rotte marittime dominate dalle potenze occidentali e a creare un’infrastruttura solida per il commercio multipolare. In parallelo, progetti visionari come il collegamento tra Russia e Alaska attraverso lo Stretto di Bering — mediante ponte e tunnel sottomarino — puntano a unire Eurasia e Americhe in un unico asse terrestre globale. Sebbene ancora in fase embrionale, queste idee rappresentano un incubo strategico per chi detiene il potere tramite il controllo dei mari e delle catene logistiche globali.

Il Club ex “Invisibile”: Bilderberg, BlackRock, Vanguard

Sullo sfondo del conflitto mediorientale si muovono forze non più tanto “silenziose”. La recente riunione del Club Bilderberg, svoltasi a porte chiuse, ha riunito figure chiave del potere finanziario e geopolitico, proprio nei giorni dell’escalation tra Israele e Iran. Secondo analisti indipendenti, tra cui Umberto Pascali, questi incontri riflettono la volontà di una ristretta élite angloamericana di guidare e gestire lo scontro come leva per ridefinire gli equilibri globali.

Le mosse di BlackRock e Vanguard, due dei principali fondi d’investimento al mondo, rivelano una strategia più ampia: approfittare della crisi per consolidare il controllo su infrastrutture energetiche, dati e comunicazioni. Queste entità, collegate a molteplici assetti militari e tecnologici, stanno ridefinendo il volto stesso della governance globale, al di là dei governi eletti.

Il conflitto dunque non si gioca solo nei cieli del Medio Oriente, ma nei consigli d’amministrazione ormai visibili di un potere finanziario transnazionale, che oggi appare come il vero regista delle guerre contemporanee. Comprendere questo livello profondo è il primo passo per decostruire la narrazione ufficiale e restituire al mondo la possibilità di un’alternativa.

Corridoi e Geopolitica Iran cruciale.

Il Corridoio Nord-Sud: un nuovo snodo geopolitico

L’Iran rappresenta oggi un nodo cruciale nei progetti di connessione eurasiatica. Tra questi, il più strategico è il Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud (INSTC), una rotta commerciale che collega San Pietroburgo al porto iraniano di Bandar Abbas, passando per l’Azerbaigian e il Mar Caspio, fino a raggiungere l’India. Questo corridoio riduce notevolmente i tempi e i costi rispetto alla rotta via Suez, diventando un’alternativa concreta al controllo occidentale delle vie marittime.

Il ruolo dell’India è centrale, poiché investe nella modernizzazione del porto di Chabahar (Iran sud-orientale), mentre la Russia punta su accordi infrastrutturali, trasporto ferroviario e interoperabilità tecnica. Anche il Kazakistan, l’Armenia e altri paesi dell’Asia centrale sono coinvolti in una rete logistica sempre più densa.

Progetti futuri: Eurasia e connessioni globali

Tra i progetti di lungo termine, si discute della possibile connessione tra la Siberia orientale e l’Alaska attraverso un ponte-tunnel sullo Stretto di Bering, per unire il continente eurasiatico al Nord America. Sebbene futuristico, questo progetto rappresenta una visione multipolare del mondo, alternativa al dominio anglo-americano e alle sue rotte consolidate.

Il conflitto israelo-iraniano si inserisce in questa cornice più ampia: il tentativo di bloccare lo sviluppo di nuove vie globali indipendenti, capaci di ridisegnare gli equilibri energetici, commerciali e politici planetari.

Ecco la mappa visiva , che include il Corridoio Nord‑Sud (INSTC) via Russia‑Iran‑India e il possibile collegamento Bering via ponte/tunnel.


Fonti ufficiali dei progetti

1. Corridoio Nord‑Sud (INSTC)

  • Attivo dal 2000, ha visto accordi formali tra Russia, Iran e India, con adesioni successive di Azerbaigian, Armenia, Kazakistan, Turkmenistan, Turchia e altri (civilsdaily.com).
  • L’itinerario collega San Pietroburgo–Moscova–Mar Caspio–Bandar Abbas (Iran)–Mumbai (India) ‑ circa 7 200 km (polarconnection.org).
  • Riduce costi (‑30 %) e tempi di trasporto (‑40 %) rispetto a Suez .
  • Comprende collegamenti ferroviari, portuali (Anzali, Bandar Abbas, Chabahar), stradali e marittimi (civilsdaily.com).
  • Vari “dry‑run” condotti dal 2014: Mumbai–Baku–Astrakhan e Mumbai–Astrakhan .
  • Iran completato la tratta ferroviaria Rasht–Astara per integrare Azerbaigian e creare corridoi multimodali (info-quest.org).

2. Ponte/Tunnel sullo Stretto di Bering

  • Seppur mai approvato ufficialmente, il progetto è stato studiato fin dal 1905 (Czar Nicola II) e ha ricevuto attenzione russa e americana .
  • Stime prevedono un tunnel lungo circa 103 km, costo stimato circa 65 mld USD nel 2007 .
  • Progetti moderni (InterBering LLC, TKMWorld Link) prevedono tripla galleria, binari ad alta velocità, strade, metrolink, gasdotti e fibre ottiche (info-quest.org).
  • Il tunnel richiederebbe la costruzione di migliaia di km di ferrovie per collegarlo alla Transiberiana e alla Alaska Railroad .
  • Nonostante costi e complessità non è un progetto fantascientifico, ma rimane nel realm della fattibilità tecnologica ed economica a lungo termine .

  • Il Corridoio Nord‑Sud è una realtà in crescita, sostenuta da investimenti e realizzazioni concrete, e persegue l’obiettivo strategico di bypassare Suez e ridurre la dipendenza marittima occidentale (petrodollaro).
  • Il ponte/tunnel di Bering resta un progetto visionario, non ancora avviato formalmente, ma supportato da analisi e proposta a livello accademico, tecnico e politico – un “megaprogetto” che, seppure lontano, rimane nei radar di Russia, Cina e interessi multilaterali.


Questo articolo esplora i molteplici livelli della recente escalation militare tra Israele e Iran, andando oltre la narrazione ufficiale centrata sull’arma nucleare…

Articolo ispirato all’intervista a Umberto Pascali a cura di Jeff Hoffman per Casa del Sole TV

Intervista integrale a Umberto Pascali su Casa del Sole TV:
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Voce narrante: versione audio dell’articolo “Oltre il Velo – Guerra Israele-Iran”.

15 June 2025 – Kai-Wave | Aurelia Edition


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